Cannes la svolta in rosa [Rivista madre]
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Cannes la svolta in rosa
 
Sarà una edizione più femminile con l’omaggio ad Agnès Varda e ben tredici cineasta in gara.

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Sarà un’edizione più femminile quella del 72° Festival di Cannes che si svolge dal 14 al 25 maggio). Vero, a presiedere la giuria è il messicano Alejandro Gonzales Inarritu (Oscar per Birdman e The Revenant), prima volta per un cineasta latino-americano. Ma, dopo le polemiche degli scorsi anni (solo una regista palmata, la neozelandese Jane Campion, in tutta la storia del festival) ben 13 sono stavolta le cineaste nella selezione ufficiale, di cui quattro in gara per la Palma d’oro: le francesi Céline Sciamma (Portrait of a lady on fire) e Justine Triet (Sibyl), l’austriaca Jessica Hausner (Little Joe) e la franco-senegalese Mati Diop (Atlantique). Certo, ciò non vuol dire che riusciranno a entrare nel Palmarès (come successo nel 2018 con Cafarnao alla libanese Nadine Labaki, quest’anno capo della giuria della sezione Un Certain Regard), ma è comunque un importante segno d’attenzione nei confronti dello sguardo femminile dietro l’obiettivo. Una scelta precisa dichiarata anche dall’immagine scelta per la locandina del festival in cui compare la giovane Agnès Varda (morta un paio di mesi fa, novantenne, dopo una vita intera dedicata al cinema), tra le poche registe a poter vantare un Leone d’oro a Venezia (nel 1985 per Senza tetto né legge), una Palma d’oro onoraria a Cannes e un Oscar alla carriera. «Tutta in alto. In equilibrio. Arroccata sulla schiena di un tecnico impassibile. Appesa a una cinepresa che sembra assorbirla. Quella giovane donna di 26 anni, che gira il suo primo film, è Agnès Varda», spiega il direttore generale Thierry Frémaux, a proposito del manifesto. «Siamo nell’agosto 1954 e, nella luce accecante dell’estate, Philippe Noiret e Silvia Monfort consumano il loro fragile amore in mezzo ai pescatori in lotta. Con La pointe courte, presentato in una sala di rue d’Antibes a Cannes durante il festival del 1955, la Varda getta le premesse di un nuovo giovane cinema francese di cui lei sarebbe stata la sola regista. Amava dire: “Non sono una donna regista, io sono un cineasta”.Bene, proprio Agnès sarà faro ispiratore di questa 72° edizione del festival».Agguerrita come non mai la concorrenza per il Palmarès. Tra i 19 titoli in gara ci sono, infatti, i film di maestri già premiati in passato a Cannes: il britannico Ken Loach (Sorry we missed you), i belgi Luc e Jean-Pierre Dardenne (Young Ahmed), gli statunitensi Terrence Malick (A hidden life) e Jim Jarmush (The dead don’t die), lo spagnolo Pedro Almodovar (Pain & Glory), senza dimenticare l’enfant prodige canadese Xavier Dolan (Matthias & Maxime). A riempirci però d’orgoglio è la presenza del nostro Marco Bellocchio (Il Traditore), unico italiano in concorso con la voglia ancora di ottenere quel riconoscimento fin qui sfuggitogli sulla Croisette. E farà piacere a tutto il pubblico femminile la Palma d’oro alla carriera assegnata ad Alain Delon, 83 anni di charme e di film memorabili.

di Maurizio Turrioni email 






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