Addio a Zeffirelli un grande maestro [Rivista madre]
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Addio a Zeffirelli un grande maestro
 
In occasione della scomparsa del famoso regista, il nostro critico cinematografico racconta di quella volta che lo ha incontrato nella sua villa a Roma. Quando lui gli ha parlato della sua infanzia, della professione, della fede.

Fotografia
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Si è spento a Roma a 96 anni Franco Zeffirelli, in seguito a una lunga malattia. Nella sua splendida villa immersa nel parco archeologico dell’Appia Antica, circondato dall’affetto dei suoi figli adottivi Pippo e Luciano e dalle innumerevoli testimonianze di un’esistenza vissuta all’insegna del bello, dell’arte, della cultura, del teatro, del cinema (Romeo e Giulietta, Fratello sole sorella luna, Gesù di Nazareth) e della lirica, la sua grande passione. Memorabili i suoi allestimenti nei più celebri teatri del mondo: dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, dal Covent Garden di Londra all’Arena di Verona. Inevitabile lasciarsi assalire dai ricordi. Come quella volta che m’invitò nel suo rifugio romano. L’occasione era l’uscita in sala del suo film più autobiografico: Un tè con Mussolini. Storia ambientata a cavallo tra le guerre che racconta di un gruppo di donne inglesi, ricche, colte, artiste che si illusero di preservare il loro mondo e l’adorata Firenze dalla protervia del regime fascista. Non paghe, tirarono su come un figlioccio, in quel periodo, un ragazzetto figlio di N.N. educandolo al gusto per il bello e per la cultura. Insegnamenti di cui, si capisce, lui farà tesoro. In pratica, la storia della travagliata infanzia del regista. Costumi e scenografie di mirabile eleganza. Per non parlare delle brave interpreti, da Judi Dench e Maggie Smith a Cher. Messi da parte manierismi e spirito polemico (famosa l’avversione calcistica per la Juve, da sfegatato tifoso della Viola, così come le posizioni politiche contro il comunismo e ogni populismo), un film in cui Zeffirelli confermava un gusto squisito condito da una tenerezza e una sincerità disarmanti.

il seguito sulla rivista


di Maurizio Turrioni email 






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