# ioAccolgo non è una parolaccia [Rivista madre]
Twitter   Facebook   Abbonamenti    
Rivista Madre
 
Editoriali

# ioAccolgo non è una parolaccia
 
Ormai ci si vergogna di dire che si è accoglienti e solidali.

Fotografia

Si sente il dovere, quando si usano queste parole, di giustificarsi in qualche modo. Eppure, ce lo ricordano i promotori della campagna #ioAccolgo, la solidarietà è inscritta nella nostra Costituzione come «dovere inderogabile». Un dovere che nasce da un diritto: quello che hanno tutti gli essere umani a essere trattati con dignità. Un diritto, badate bene, che la nostra Repubblica «riconosce» e non «concede». Un diritto, che, dunque, viene prima dello Stato ed esiste per il solo fatto che siamo nati. #ioAccolgo ci richiama a tre passi fondamentali: il primo è simbolico. Si chiede di indossare, come braccialetto, appeso alla borsa, appuntato in qualche modo (o di esporre dal balcone di casa propria), un pezzo di una coperta termica, quella sorta di carta dorata che si vede avvolgere i migranti appena soccorsi per evitare l’ipotermia. Si trovano nelle farmacie, nei negozi di articoli sportivi o presso una delle 46 associazioni (dall’Arci alla Caritas alla Comunità di Sant’Egidio, alla Federazione delle Chiese evangeliche, alla Focsiv, a Intersos....) che promuovono l’iniziativa. Poi di fare un selfie e postarlo sui social.

il seguito sulla rivista


di Annachiara Valle email 






 Fai girare questa notizia






 Traduci questa pagina


Translate this page with Google

 Fai un regalo speciale

Se regali un abbonamento a MADRE
a una tua amica, per te il
Grembiule realizzato per i 130 anni di MADRE
regalo
Chiamaci al Tel. 030 42132  o scrivici: abbonamenti@rivistamadre.it