Arianna Ciampoli il bene in tv [Rivista madre]
Twitter   Facebook   Abbonamenti    
Rivista Madre
 
Societa

Arianna Ciampoli il bene in tv
 
Conduce con Michele La Ginestra Questa è vita!, uno show in prima serata su Tv2000, che punta i riflettori sulle storie di uomini e donne comuni, ma capaci di scelte e gesti eroici.

Fotografia

«Alcune storie le porterò sempre con me, continuano ad appartenermi anche dopo che le abbiamo raccontate». Arianna Ciampoli parla delle vicende di eroismo compiute da persone comuni che ogni settimana, insieme a Michele La Ginestra, presenta in Questa è vita!, la trasmissione in onda al mercoledì in prima serata su Tv2000 e della quale è anche coautrice.
Quali sono le storie che ti hanno colpito di più?
«Innanzitutto quella di Eugenia Carfora, preside di un istituto professionale di Caivano, vicino a Napoli, in una delle più importanti piazze di spaccio d’Europa. All’inizio del suo incarico trova la scuola in stato di abbandono, circondata da erbacce e sporcizia. I primi due anni li passa a pulire e comincia a infondere ai ragazzi il valore della bellezza. Quando sono andata a trovarla mi è sembrato di entrare in un collegio svizzero, dove tutto funziona perfettamente. Gli studenti hanno a disposizione laboratori e sui muri non hanno scarabocchiato neanche una scritta. L’istituto è diventato un luogo protetto, custodito, rispettato da chi si sente a sua volta rispettato e valorizzato. In una zona difficile come quella, ogni mattina alle sette la preside si mette fuori dalla scuola per far entrare i ragazzi, li recupera al bar, per strada e, se necessario, anche a casa. La “rivoluzione Eugenia” funziona perché vale per tutti. Prima del suo arrivo non esistevano regole: alunni e insegnanti entravano e uscivano quando volevano. Ora le cose sono cambiate, anche per i genitori che all’inizio erano scettici: con il tempo hanno capito che lì i figli possono crescere in un luogo che offre loro valori opposti a quelli dell’ambiente che li circonda».
C’è un’altra storia che ti è entrata nel cuore?
«Si, riguarda l’attrice e regista Sabrina Paravicini. Al figlio Nino da piccolo viene diagnosticata una forma severa di autismo. Grazie alla mamma che non si arrende, stimolando il bambino a non isolarsi e a puntare sulle sue capacità, in pochi anni la diagnosi si modifica in “autismo ad alta funzionalità”, ovvero sindrome di Asperger. Nino non parlava, mangiava solo pochissime cose, a scuola doveva mettere sempre delle cuffie per proteggersi dai rumori. Con l’aiuto di Sabrina è diventato un appassionato di filosofia, parla, canta nel coro della scuola, balla e mangia di tutto. Mamma e figlio hanno realizzato Be kind, film che promuove la gentilezza come stile di vita, in cui Nino intervista persone con disabilità di diverso tipo, ma anche Roberto Saviano e Samantha Cristoforetti. Queste e altre storie dimostrano che l’Italia è fatta di persone che non si rassegnano e che con la loro tenacia possono cambiare la vita a se stesse e agli altri. Noi le raccontiamo contrapponendoci alla narrazione del male e della paura che ultimamente funziona molto…».

il seguito sulla rivista


di Katia Del Savio email 






 Fai girare questa notizia






 Traduci questa pagina


Translate this page with Google

 Fai un regalo speciale

Se regali un abbonamento a MADRE
a una tua amica, per te il
Grembiule realizzato per i 130 anni di MADRE
regalo
Chiamaci al Tel. 030 42132  o scrivici: abbonamenti@rivistamadre.it