Vecchiaia età del sorriso [Rivista madre]
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Caleidoscopio

Vecchiaia età del sorriso
 
Il tempo estivo rende tantissimi anziani ancora più soli e malinconici. Ma si può reagire non lasciandosi andare al vuoto.

Anziani sempre più numerosi, sempre più longevi... e sempre più soli. Le statistiche parlano chiaro. Le cause sono individuabili da tutti: l’innalzamento della età media, l’alta natalità del secondo dopoguerra, la cura della qualità della vita a partire dalla salute. A differenza di altre stagioni della vita il tempo della vecchiaia può generare tristezza, solitudine e perfino depressione. E i mesi estivi acuiscono sempre più questi sentimenti, vuoi perché anche i pochi familiari o parenti cui fare riferimento sono lontani in vacanza, vuoi perché città e paesi sembrano svuotarsi, vuoi perché i vicini della porta accanto sono pure in località turistiche... Anziani, soli o in coppia, hanno la percezione dell’abbandono, del deserto, della massima precarietà. Né è indifferente che il caldo estivo può costituire un ulteriore ostacolo per la loro fragilità e debolezza.
Gli anziani non devono rassegnarsi a settimane “nere”, mentre le generazioni più giovani si godono il relax della vacanza. Ma come reagire? Prima di tutto informandosi e procurandosi recapiti o numeri telefonici utili, in quanto ogni Comune che si rispetti, in città o paesi, solitamente mette in moto una “macchina assistenziale” finalizzata proprio ad aiutare gli anziani soli nel tempo in cui non pochi servizi pubblici ostentano il classico «chiuso per ferie».

il seguito sulla rivista


di Gabriele Filippini email 






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