Men in black international [Rivista madre]
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Men in black international
 
Il regista Gary Gray porta sullo schermo una versione diversa di Men in black, con nuovi protagonisti.

Fotografia

L’idea che sulla Terra vivano da tempo gli alieni, nascosti e mimetizzati ma controllati dagli agenti di un’agenzia ultra-segreta, nasce da una popolare serie a fumetti di Lowell Cunningham e corrisponde a una credenza popolare assai diffusa negli Stati Uniti (pensate alle leggende metropolitane sugli Ufo legate alla fantomatica Area 51).
Prendendo spunto da tutto questo, nel 1997 lo sceneggiatore Ed Solomon e il regista Barry Sonnenfeld girarono Men in black, commedia fantascientifica (senza supereroi) che diede il via a una serie di tre pellicole di enorme successo commerciale. Protagonisti di mirabolanti avventure spazio-temporali, Will Smith (agente J) e Tommy Lee Jones (agente K) sono diventati anche testimonial di un’impronta stilistica e di una fanta-ironia assolutamente originali. Esaurito il racconto dell’intenso rapporto tra i due specialissimi agenti segreti, non era facile però sviluppare ulteriormente la serie.
A sette anni dalla loro ultima incursione sul grande schermo, gli “agenti in nero” tornano adesso nei cinema di tutto il mondo grazie alla felice intuizione del regista Gary Gray, che invece di pasticciare attorno ai vecchi personaggi firma Men in black: International, spin-off che, conservando la struttura delle precedenti pellicole, porta alla ribalta nuovi protagonisti: Chris Hemsworth è l’agente H, mentre Tessa Thompson è la recluta Molly.

il seguito sulla rivista


di Maurizio Turrioni email 






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