Una vacanza bestiale [Rivista madre]
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Reportage

Una vacanza bestiale
 
Il numero degli abbandoni di cani e gatti raggiunge il picco in agosto. Eppure basta poco per organizzare un’estate in compagnia dei nostri amici a quattro zampe. Il divertimento è assicurato!

Fotografia
Getty Images

Conigli, furetti, roditori, pesci, uccellini e soprattutto cani e gatti: un italiano su due vive con un animale in casa. E quando è interpellato risponde convinto che Minù o Fido di turno «portano in casa gioia, serenità e allegria». Il 92 per cento confessa in modo esplicito che «non può più fare a meno» della compagnia di un animale domestico e peraltro la letteratura scientifica conferma che cani e gatti aiutano a vivere meglio, tant’è che in otto regioni italiane la pet-therapy è entrata stabilmente nei programmi sanitari. Eppure come è possibile che, nonostante la maggiore attenzione ai nostri compagni di vita, nonostante alcune persone siano disposte a spese anche folli pur di avere al guinzaglio un esemplare della razza più in voga al momento, nonostante il mercato di crocchette e scatolette in Italia abbia sfondato il tetto dei due miliardi di euro l’anno (indifferente a qualsiasi recessione), nonostante stiano spuntando come funghi negozi specializzati nell’abbigliamento per cani e gatti (dai vestiti da ballerina per Minù a quelli da pompiere per Fido) e pasticcerie (sic!) gourmet, insomma, nonostante tutta questa passione per gli amici a quattro zampe, abbiamo il coraggio vigliacco di abbandonarli come uno scarto?
Quando arriva il caldo agostano e il lupo cecoslovacco, che avevamo comprato perché «è tanto bello e di moda», inizia a ululare giorno e notte sul terrazzo perché il bosco è il suo habitat (e non una colata di cemento bollente), allora il nostro Fido si trasforma in un peso fastidioso del quale dobbiamo liberarci il prima possibile. Oppure quando dobbiamo partire per le agognate ferie e Minù diventa solo un intoppo, un ostacolo, allora la via più semplice è scaricarla in qualche viuzza di campagna o in autostrada, abbastanza lontano perché non ritrovi la via di casa.

il seguito sulla rivista


di Lucilla Perrini email 






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