Pianeta da salvare [Rivista madre]
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Pianeta da salvare
 
Le temperature sono in continuo aumento, gli oceani stanno soffocando nella plastica, la deforestazione selvaggia ci sta togliendo l’aria. Per sopravvivere occorre invertire subito la rotta, prima che sia troppo tardi.

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Getty Images

Il numero “spettro” è il due. Due gradi di innalzamento delle temperature saranno, infatti, letali per l’umanità. Questa la soglia del “non ritorno” stimata dagli scienziati di tutto il mondo. La corsa, dunque, è quella ad arginare l’aumento del riscaldamento globale con un deciso cambiamento degli stili di vita e dei processi produttivi e di trasporto. L’impatto delle attività umane, infatti, è la causa principale dei mutamenti climatici. «I dati di più fonti», dicono anche gli esperti italiani, «indicano che il sistema Terra è oggi sottoposto a variazioni climatiche molto marcate, che stanno avvenendo in tempi estremamente brevi. Le concentrazioni di gas serra in atmosfera sono in continua crescita, per un uso sempre più massiccio di combustibili fossili e per il crescente diffondersi di alcune pratiche agricole, come gli allevamenti intensivi. La fisica e i modelli del sistema Terra indicano che le attività antropiche sono la causa principale dei cambiamenti climatici su scala globale cui stiamo assistendo». Persino le agenzie di rating stanno facendo i loro calcoli. Moody’s Analytics stima che i cambiamenti climatici costeranno alla collettività 69 mila miliardi di dollari entro il 2100, se si arriverà alla soglia dei due gradi, e 54 mila miliardi di dollari se l’aumento del riscaldamento sarà contenuto a 1,5 gradi. L’ultimo rapporto dell’agenzia prevede che l’aumento delle temperature «danneggerà universalmente la salute e la produttività dei lavoratori». Intanto, per la siccità e la progressiva desertificazione, riprendono ad aumentare le morti per fame. Di tutto questo, dopo che papa Francesco ha analizzato profondamente la situazione con l’enciclica Laudato si’, si discuterà anche in Vaticano nel corso del Sinodo sull’Amazzonia, convocato da Bergoglio dal 6 al 27 ottobre.

il seguito sulla rivista


di Antonio Dell'Anna email 






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