Solo con lo studio padroni di noi stessi [Rivista madre]
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Editoriali

Solo con lo studio padroni di noi stessi
 
Innanzitutto frequentarla. Sempre più spesso si sentono ragazzi, sia del Nord che del Sud, che disprezzano gli studi.

Fotografia

Complice anche una certa politica che, per dirla con le parole del noto regista Paolo Virzì, «è la rivincita di quelli che andavano male a scuola», si sta diffondendo l’idea che tutti possiamo fare tutto, che siamo uguali nelle competenze e, dunque, che tutti possiamo partecipare allo stesso modo ai processi decisionali su qualunque argomento. Eppure bisognerebbe riflettere sul fatto che la responsabilità è «ciascuno per la sua parte», cioè secondo il contributo che ognuno di noi può dare a partire dalla propria esperienza e dai propri studi. Andiamo da un gommista, e ne cerchiamo uno bravo, se dobbiamo farci cambiare le gomme dell’auto, da un piastrellista per rifare la parete della cucina, da un idraulico se va sostituito il lavandino o se vogliamo cambiare gli attacchi per la lavatrice. Eppure diventiamo tutti medici se c’è da fare il vaccino al piccolo, tutti avvocati se il giudice ci ha dato torto, tutti esperti di economia se c’è da sindacare il comportamento delle banche, tutti ingegneri se bisogna ricostruire il ponte Morandi.

il seguito sulla rivista


di Annachiara Valle email 






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